Rent
[id - Columbus - USA 2005]
di RedmondBarry
Per celebrare un decennio di rappresentazioni nei teatri di Broadway Rent diventa un film e raggruppa gran parte del cast originario che ripresenta quindi una messa in scena piacevolmente teatrale: non avendolo mai visto a teatro questa è la mia visione (e ascolto) del musical. Ed è un gran bella sensazione.
In poche parole si tratta di una Bohème di fine millennio, la sceneggiatura è presa pari pari dal libretto dell’opera di Puccini; Parigi diventa New York, lo scrittore musicista o regista e alla TBC si sostistuisce la più moderna e spietata HIV.
E questa sindrome è una presenza costante in tutto il film, i gruppi di supporto, l’AZT e soprattutto tutte le conseguenze psicologiche che essa porta, prima su tutti la possibilità di amare ancora. E questa costante e reale presenza della malattia conferisce al film una vena malinconica, sempre in bilico tra la gioia della celebrazione della vita e dell’amicizia e la consapevolezza della sua caducità; dell’ingiustizia di subire una condizione che a quel tempo (siamo alla fine degli anni ’80) non si conosceva e non si poteva prevenire.
E tutto questo viene amalgamato ed esaltato dalla musica, il cuore di un musical e in questo caso cuore pulsante e bellissimo.
Se guardo i Pinocchio e i Gobbi di casa nostra (sic!), musicati dai Pooh e da Cocciante (sic!) Rent mi sembra una piscina in mezzo al deserto, quasi un miracolo per noi abituati alla Cuccarini.
Rent non ha solo canzoni belle, moderne e coinvolgenti per un musical. Sono belle canzoni a prescindere dalla loro rappresentazioni. Tanto per capirci “This Jesus must die” di JCS è un pezzo di storia del musical e fa la sua porca figura quando viene cantato a teatro o al cinema, ma al di fuori del suo contesto suona abbastanza ridicolo.
Molti dei brani di Rent come One Song o il brano omonimo potrebbero tranquillamente passare sulle radio e brillare di luce propria e una canzone come Out Tonight potrebbe comparire tranquilla mente nelle più raffinate pop-charts.
Divertente, emozionante e un piacere da ascoltare. Che chiedere di più a un musical?
