Il Caimano
[Moretti - Italia 2006]
di RedmondBarry
Iniziamo subito dicendo che politica o meno, Berlusconi o meno, Il Caimano è un film bellissimo.
Tutti (quasi) si aspettavano da Moretti un feroce phamplet anti-berlusconiano, un 9/11 all’italiana, sul sito dei giovani di FI (sigh) si proponeva di boicottare il film prima ancora di averlo visto, le reazioni dei politici, è antidemocratico, fa bene al centodestra, fa bene al centrosinistra, i comunisti alla ribalta… insomma si sono detto un sacco di cazzate (scusate il francesismo) col tipico savoir faire italiano del “buttiamola in caciara.. poi si vedrà”.
Il film, prima ancora che uscisse, era diventato un evento politico più che cinematografico,alla anteprima della stampa c’erano più giornalisti politici e editorialisti che critici. Un insulto al cinema. Al contrario del film, che è un atto di amore verso il cinema.
Ma allora tutto il Berlusconi che c’è nel film? Berlusconi è lo sfondo e il territorio in cui si muovono i personaggi. Lo dice spesso nel film, Berlusconi è l’Italia negli ultimi vent’anni, ormai le vecchi antagonismi destra-sinistra, cattolici-atei sono superati, uniti e umiliato in un unico grande antagonismo tra berlusconiani e anti-berlusconiani. Berlusconi ha segnato nel bene(?) e nel male(!) la vita italiana, non solo quella politica. Il Berlusconi di Moretti più che una persona in carne ed ossa è una Mantra per liberarsi una volta per tutte dall’ossessione Italiana su Berlusconi e una antidoto personale, psicologico più che politico, por sopravvivre in questa epoca berlusconicentrica. Insomma una vera e propria boccata d’aria.
C’è il livello puramente narrativo, quello dove si muovono Bruno, sua moglie, Teresa e tutti gli altri personaggi. Già da solo questo livello sarebbe sufficiente per un grande film, gli attori sono tutti bravissimi ed è il film più divertente di Moretti da anni. Si ride e di gusto, non il vecchio sorriso di complicità comunista dei film precedenti.
C’è poi il livello metafilmico, il fuminannte esordio di CataRatte, vecchia pellicola prodotta da Bruno da cui è tratto anche lo spassosissimo episodio della morte critico culinario (e ci sarebbe da approfondire l’ossessione di moretti per le cucine). Ma soprattutto c’è l’unica scena girata del Caimano, l’ultimo giorno del processo contro il Caimano. Una sequenza che conclude il film in maniera grandiosa anche se mette i brividi. Provare per credere.
E infine (o doveva essere al principio?)c’è un terzo “livello”, più sottile che serpeggia per tutto il film. E’ la parte che Moretti si ritaglia se stesso nel film. E’ l’attore arrogante che alla fine interpreta il Caimano nel film. Il Moretti attore non sembra dialogare con gli altri personaggi ma piuttosto parla direttamente agli spettatori in sala, prima rassicurandoli, che non è un film su Berlusconi, che non serve fare film politici perché chi non vuol vedere non vede e chi vuole ha già visto e facendoli ridere con inequivocabili ammiccamenti.
Ma nella prima scena del caimano metafilm e prima del caimano film il Moretti-attore cambia il registro con cui si rivolge agli spettatori. Con uno stile conciso, asciutto e severo delinea un panorama agghiacciante della fine del Berlusconismo.
