sabato, marzo 25, 2006

Il Caimano

[Moretti - Italia 2006]

di RedmondBarry

Iniziamo subito dicendo che politica o meno, Berlusconi o meno, Il Caimano è un film bellissimo.

Tutti (quasi) si aspettavano da Moretti un feroce phamplet anti-berlusconiano, un 9/11 all’italiana, sul sito dei giovani di FI (sigh) si proponeva di boicottare il film prima ancora di averlo visto, le reazioni dei politici, è antidemocratico, fa bene al centodestra, fa bene al centrosinistra, i comunisti alla ribalta… insomma si sono detto un sacco di cazzate (scusate il francesismo) col tipico savoir faire italiano del “buttiamola in caciara.. poi si vedrà”.
Il film, prima ancora che uscisse, era diventato un evento politico più che cinematografico,alla anteprima della stampa c’erano più giornalisti politici e editorialisti che critici. Un insulto al cinema. Al contrario del film, che è un atto di amore verso il cinema.

 Bruno (Silvio Orlando) è un piccolo produttore cinematografico che non fa un film da dieci anni, vessato dai debiti e in crisi con la moglie (Margherita Buy). Dopo l’ennesimo progetto che non va in porto una ragazza senza esperienze cinematografiche,Teresa (Trinca), gli propone una sceneggiatura da produrre: il Caimano. Bruno accetta più per disperazione che per convinzione e quasi non  legge nemmeno lo script. Cosa che si rivela un errore. Quando infatti capisce  che si tratta di un film su Berlusconi cominciano i problemi…

 Dicevamo che Moore e i suoi documentari politici non c’entrano nulla con questo film, al contrario qui siamo nel Cinema puro, nel cinema che si nutre di Cinema e di vita. Durante il film pensavo al Truffaut di effetto notte, al suo sguardo ingenuo e affettuoso. Come ha detto Moretti stesso questo è un film sul Cinema e sull’Amore, non su Berlusconi.
Ma allora tutto il Berlusconi che c’è nel film? Berlusconi è lo sfondo e il territorio in cui si muovono i personaggi. Lo dice spesso nel film, Berlusconi è l’Italia negli ultimi vent’anni, ormai le vecchi antagonismi destra-sinistra, cattolici-atei sono superati, uniti e umiliato in un unico grande antagonismo tra berlusconiani e anti-berlusconiani. Berlusconi ha segnato nel bene(?) e nel male(!) la vita italiana, non solo quella politica. Il Berlusconi di Moretti più che una persona in carne ed ossa è una Mantra per liberarsi una volta per tutte dall’ossessione Italiana su Berlusconi e una antidoto personale, psicologico più che politico, por sopravvivre in questa epoca berlusconicentrica. Insomma una vera e propria boccata d’aria.

 La storia si muove su tre livelli, legati da un filo meta-narrativo solido e grandioso: lo zeitgeist (Nanni mi piglierebbe a schiaffi, lo so) dell’Italia del nuovo millennio.
C’è il livello puramente narrativo, quello dove si muovono Bruno, sua moglie, Teresa e tutti gli altri personaggi. Già da solo questo livello sarebbe sufficiente per un grande film, gli attori sono tutti bravissimi ed è il film più divertente di Moretti da anni. Si ride e di gusto, non il vecchio sorriso di complicità comunista dei film precedenti.
C’è poi il livello metafilmico, il fuminannte esordio di CataRatte, vecchia pellicola prodotta da Bruno da cui è tratto anche lo spassosissimo episodio della morte critico culinario (e ci sarebbe da approfondire l’ossessione di moretti per le cucine). Ma soprattutto c’è l’unica scena girata del Caimano, l’ultimo giorno del processo contro il Caimano. Una sequenza che conclude il film in maniera grandiosa anche se mette i brividi. Provare per credere.
E infine (o doveva essere al principio?)c’è un terzo “livello”, più sottile che serpeggia per tutto il film. E’ la parte che Moretti si ritaglia se stesso nel film. E’ l’attore arrogante che alla fine interpreta il Caimano nel film. Il Moretti attore non sembra dialogare con gli altri personaggi ma piuttosto parla direttamente agli spettatori in sala, prima rassicurandoli, che non è un film su Berlusconi, che non serve fare film politici perché chi non vuol vedere non vede e chi vuole ha già visto e facendoli ridere con inequivocabili ammiccamenti.

Ma nella prima scena del caimano metafilm e prima del caimano film il Moretti-attore cambia il registro con cui si rivolge agli spettatori. Con uno stile conciso, asciutto e severo delinea un panorama agghiacciante della fine del Berlusconismo.

 Se Moretti fosse più egoista sarebbe universalmente acclamato come il miglior regista italiano, titolo che senza dubbio si merita. Miglior film italiano da non so quanto tempo. Punto.


postato da: RedmondBarry alle ore marzo 25, 2006 21:03 | link | commenti (7)
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Commenti
#1    25 Marzo 2006 - 22:57
 
eh olè.
sono andato ieri per vederlo... Tutto esaurito. Sono rimasto fuori. Buon segno mi sono detto. Maledetti tutti voi che ci siete solo quando avete voglia, ho pensato.
quindi ho ripiegato sul film di Rubini, La Terra, che è molto bello, e che consiglio.
Moretti sarà per la prossima settimana. Ma ti credo di già!
Mat
utente anonimo

#2    26 Marzo 2006 - 04:34
 
la recensione è superficiale e approssimativa e non rende affatto giustizia al film. se solo avessi più tempo per pensare senza rimorsi...
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#3    27 Marzo 2006 - 00:45
 
no no, quello che hai scritto è sinteticamente esaustivo. è vero che suscita una bella dose di discussione e di confronto per come moretti racconta le sue storie, ma un regista che non fa discutere non è un regista, è un marionettaro... in ogni caso a livello puramente cinematografico un film ben fatto e ben coralizzato da attori in gran forma e un moretti sorridente (a parte il finale dove un umido senso di inquietudine mi ha fatto effettivamente rabbrividire)
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#4    27 Marzo 2006 - 01:07
 
"Al contrario del film, che è un atto di amore verso il cinema": giustissimo. La rappresentazione trash-caricaturale del Cavaliere rischia di far passare inosservato il discorso sul cinema italiano, che è importantissimo. "Miglior film italiano da non so quanto tempo": IMHO, da Buongiorno, notte di Bellocchio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente JerryGarcia85

#5    27 Marzo 2006 - 14:49
 
Secondo me il miglior film italiano da-non-so-quanto-tempo rimane "Le conseguenze dell'amore". Il Caimano invece m'ha lasciato piuttosto perplesso, tanto da farmi dismettere la categoria del "piacere". Non se ne può discutere in termini di "m'è piaciuto, non m'è piaciuto". Certamente è un film problematico.
utente anonimo

#6    27 Marzo 2006 - 23:53
 
Anche a me è piaciuto, più della stanza del figlio.

Rob.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Nonostantetutto

#7    28 Marzo 2006 - 08:24
 
lo vedrò in fine settimana, ma anche a me infastidiscono i commenti superflui prima della visione del film. Sarà anche andata a cercarselo mi si dirà, facendo un film su Berlusconi, ma non è se ci si pensa nè così facile nè così comodo fare un film su Berlusconi...
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