lunedì, marzo 29, 2004

I Love Antoine
Non Drammatiziamo... E' solo Questione di Corna
di RedmondBarry

Antoine Doinel è mio amico, l'ho visto ragazzino, incasinato come pochi, dove riceve la sua più grande delusione dalle donne, da sua madre. Poi l'ho rivisto a diciotto anni, con le prime cotte e i primi rifiuti. L'ho rivisto poco più che ventenne, ormai un uomo, alla ricerca del grande amore.Lo trova in Christine e adesso me lo ritrovo che fa il maritino e addirittura il papà. Certo, non sarà il marito ideale, non è uno con la testa sulle spalle il mio amico Antoine, si è distratto un attimo con il fascino esotico della giapponesina ma Non Drammatizziamo... è solo Questione di Corna, l'amore è un'altra cosa e l'amore è solo per Christine.







postato da: RedmondBarry alle ore marzo 29, 2004 11:26 | link | commenti (24)
categorie: recensioni

Ma anche se non arrivava...

E alla Fine Arriva Polly

di RedmondBarry

La Trama: Ruben Pfeffer (Ben Stiller),prudentissimo assicuratore e esperto di rischi, viene bellamente cornificato dalla moglie in viaggio di nozze. Tornato a NY inizia a a frequanetare Polly Prince (Jennifer Aniston) su ex compagna di classe e inguaribile casinista. E ovviamente si rende conto che è meglio non programare tutto nella vita.

Gli ingredienti per fare una commedia divertente c'erano. Bhe se non altro gli attori, Stiller è un ottimo comico, la Aniston è ormai navigata da anni di Friends e una spalla come P.S. Hoffman fa sempre il suo ottimo lavoro. Invece l'amalgama è talmente debole che non funziona niente. Non si ride se non in un paio di scene piuttosto volgari, la storia d'amore non appassiona perchè non c'è ne conflitto ne una forte attrazione.








postato da: RedmondBarry alle ore marzo 29, 2004 11:03 | link | commenti (2)
categorie: recensioni
domenica, marzo 28, 2004

Amelie, stavi meglio...

Amelie, stavi meglio con la frangetta
Amami se hai Coraggio
di RedmondBarry

La Trama: Due bambini pieni di immaginazione e emarginati dai loro coetanei iniziano un gioco tutto loro e si sfidano con prove sempre più assurde e pericolose per riconquistare il possesso di un carillon di latta. Ma una volta diventato grandi ci va di mezzo l’amore e tra incomprensioni e cattiverie sarà difficile distinguere il gioco dalla realtà.

Se vi dico di pensare a un film francese che parla di una storia d’amore poetica e un po’ infantile,dove i protagonisti sono sognatori e ingenui, con colori saturi come a Disneyland, con gli effetti speciali dove meno te li aspetti e insoliti movimenti di macchina cosa viene in mente? Ovviamente il gioiellino di Jeunet, quell’Amélie che ha avuto un grande successo in tutto il mondo e ha rilanciato la moda dei nani da giardino.

L’esordiente Samuell cerca quindi di ricalcare l’esempio del connazionale riproponendo scelte registiche e e estetiche identiche, applicandole però ad una sceneggiatura pessima.
I protagonisti sono appena abbozzati, gli eventi i susseguono senza un preciso motivo e si ha la sensazione che i gesti estremi compiuti dai due ragazzi siano motivati da qualcosa successo in una parte del film che non abbiamo visto, il ritmo poi è spezzato da salti temporali di anni, anche quelli abbastanza inspiegabili, e si ha il sospetto che siano solo degli espedianti un po’ grossolani per far procedere la storia a spintoni
Insomma, tutto quello che dovrebbe esserci in una commedia brillante manca clamorosamente e quello che rimane è un film tanto colorato che vorrebbe essere sopra le righe ma che si rivela solo molto confuso, guidato da idee incerte e scelte di dubbia efficacia.

Aggiungiamo poi che per dieci minuti buoni il film si trasforma in una clamorosa marchetta di una peugeot 306, non solo inquadrandola in ogni modo possibile, ovviamente tirata a lucido ma declamanadone anche le specifiche tecniche : "la mia vita era come una macchina che può accellerare da 0 a 210 chilometri orari in venti secondi (dettaglio tachimetro) e andare sempre ai 60 all’ora". Ora, niente di male nel finanziarsi con delle pubblicità semi-occulte ma trasformare un film in uno spot televisivo è un po’ eccessivo. E fastidioso.
Merita una menzione anche la colonna sonora che ripropone sempre la stessa canzone (La Vie en Rose) in versioni differenti, quasi sempre fuori luogo.















postato da: RedmondBarry alle ore marzo 28, 2004 20:31 | link | commenti (3)
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Dawson si fa i canno...

Dawson si fa i cannoni!
Le Regole dell'Attrazione
di RedmondBarry

La Trama: Sean (James van Der Beek), Lauren, Victor e Paul sono quattro studenti americani che si conoscono appena e che fra party di sesso e droga non avranno granchè tempo per conoscersi meglio.

Giovani in college, giovani che scopano con chiunque ci stia, giovani che si drogano con qualunque droga, giovani che bevono Jack come il peggiore Bukowsky, giovani belli come in una puntata di Dawson Creek o come un American Pie. Giovani del cinema, questi giovani davvero non esistono, forse non esistono neanche i giovani al di la di indagini di mercato e sondaggi per genitori in ansia. Perchè dunque questo film?, perchè adesso?, chi sono i protagonisti di questo film?
Le regole dell'attrazione. Queste regole sono le uniche regole su cui si basano questi giovani, le uniche su cui fanno affidamento. Lauren a film appena iniziato chiarisce che il suo scopo è perdere la verginità con Victor, poco prima di essere violentata da due ragazzi ubriachi e lo ribadisce nell'ultima battuta il duro/cinico/innamorato Sean che l'unca cosa che importa è la ****.
Seguendo questa regola si forma quindi un cerchio "amoroso" di squisita derivazione Dawsoniana.Paul ama Sean (che poi è Dawson che capisce che si scopa di più facendo il duro che non facendo il principe azzurro) che ama Lauren, che ama Victor che si fa tutte tranne Lauren. Passando da un party college ad un altro questo circolo non accenna a sciogliersi fino a giungere alla verità sociopsicologica che al mondo "nessuno conosce veramente nessuno" (sotto la nevicata e con la bottiglia di Jack in mano).
Il film è uno spaccato della vita giovanile (quali giovani poi?), è la versione accellerata e sotto acido di un college movie? Probabilmente non lo sa neanche Avary che cerca di giustificare la trasposizione del libro di Ellis (ah si già, è tratto da un libro) con una messa in scena molto confusa e "sbagliata" per fare arrivare il senso del film.
Laddove nessuna logica se non quella animalesca dell'attrazione guida le azioni dei personaggi Avary pretende di mostrare queste azioni modificando a suo piacimento il tempo e lo spazio, abusando di rewind e split screen, ammaestrando in modo artificioso il nichilismo convulso in cui si muovono i personaggi del film che poteva essere un motivo di interesse del film, se si fosse lasciato spazio per farlo manifestare. Così facendo invece i personaggi risultano non meno falsi di quelli di un serial televisivo che si comportano però in modo incomprensibile, improgionati nella falsità cinematografica.












postato da: RedmondBarry alle ore marzo 28, 2004 19:27 | link | commenti
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